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Data registrazione: Aug 2009
Località: verona
Messaggi: 271
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Beati quelli che lungo la strada
sanno ridere di se stessi: avranno il divertimento assicurato. Beati quelli che sanno distinguere una montagna dal mucchio di terra scavato da una talpa: si risparmieranno molti fastidi. Beati quelli che sono capaci di riposare e di dormire, mentre gli altri fanno baccano e cercano scuse: dimostrano di essere saggi. Beati quelli che sanno tacere e ascoltare, impareranno ogni giorno cose nuove. Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi troppo sul serio: saranno apprezzati dai loro compagni. Beati quelli che sono attenti alle necessità degli altri, senza però sentirsi indispensabili: saranno seminatori di gioia lungo il cammino. Beati quelli che sanno ammirare un sorriso e dimenticare in fretta una smorfia: la loro strada sarà illuminata dal sole. Beati quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare: eviteranno di fare molte sciocchezze. Beati quelli che camminano in silenzio e quelli che sanno cantare con gusto: la loro strada li porterà lontano. |
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#92 |
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Moderatore
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Data registrazione: Aug 2009
Località: verona
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Un giovane era seduto da solo nell'autobus; teneva lo sguardo fisso fuori del finestrino. Aveva poco più di vent'anni ed era di bell'aspetto, con un viso dai lineamenti delicati.
Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato qualche chiacchiera a proposito del tempo, caldo e primaverile, il giovane disse, inaspettatamente: «Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa». Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri per affrontare il viaggio fino al carcere dov'era detenuto e che si sentivano troppo ignoranti per scrivergli. Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perché non riceveva risposte. Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva fatto un ultimo, disperato tentativo di mettersi in contatto con il padre e la madre. Aveva chiesto scusa per averli delusi, implorandone il perdono. Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell'autobus che lo avrebbe riportato nella sua città e che passava proprio davanti al giardino della casa dove era cresciuto e dove i suoi genitori continuavano ad abitare. Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro ragioni. Per rendere le cose più semplici, aveva chiesto loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall'autobus. Se lo avevano perdonato e lo volevano accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino. Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto sull'autobus e avrebbe lasciato la città, uscendo per sempre dalla loro vita. Mentre l'automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava sempre più nervoso, al punto di aver paura a guardare fuori del finestrino, perché era sicuro che non ci sarebbe stato nessun fiocco. Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limitò a chiedergli: «Cambia posto con me. Guarderò io fuori del finestrino». L'autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo punto la donna vide l'albero. Toccò con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo le lacrime, mormorò: «Guarda! Guarda! Hanno coperto tutto l'albero di nastri bianchi». dal web Ultima modifica di camilla; 17-02-10 alle 23:18. |
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